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Servizio civile

SERVIZIO CIVILE E OBIEZIONE DI COSCIENZA
È stato approvato al Senato il Disegno di Legge n. 4408/2001 riguardante nuove disposizioni sul servizio civile: perché una nuova legge sul servizio civile?
La risposta è contenuta nella relazione introduttiva che accompagna il progetto di legge, ove si indica l’esigenza di approntare una più mirata disciplina del servizio civile.
Il servizio civile, com’è noto, rappresenta la manifestazione sostitutiva di quel dovere del cittadino alla difesa della Patria che l’art. 52 della Costituzione definisce «sacro».
Di recente la Corte Costituzionale si è occupata della questione sottolineando che l’obbligatorietà del servizio militare, sancito nel secondo comma dell’art. 52 Cost., dev’essere letto distintamente dal dovere alla difesa della Patria di cui al primo comma, realizzabile e realizzato senz’altro anche dal servizio civile.
La Legge presa in esame novella in più punti la L. 230/98, introducendo nuovi aspetti di interesse.
La novità che subito si coglie è la previsione della facoltatività del servizio civile.
La disciplina è in linea con la progressiva opera di smantellamento dell’obbligo del servizio militare di leva inaugurata con la L. 331/00 (alla quale è opportuno far riferimento per aver un completo quadro di insieme).
Così come per il servizio militare, anche per il servizio civile il processo sarà graduale, ed infatti si prevede un periodo transitorio e l’emanazione di regolamenti e atti normativi per la definizione puntuale della nuova disciplina. Già nel periodo transitorio, però, si anticipano alcuni degli effetti “definitivi”, come la volontarietà del servizio civile sia per le cittadine italiane in possesso di taluni semplici requisiti, sia per i soggetti dichiarati inabili al servizio militare; per gli abili arruolati, invece, il servizio civile sarà ancora obbligatorio.
Il servizio volontario sarà di dodici mesi e conferirà ai volontari crediti formativi «rilevanti, nell’ambito dell’istruzione o della formazione professionale, ai fini del compimento di periodi obbligatori di pratica professionale o di specializzazione […]». Il riferimento è ai crediti formativi che nella riforma scolastica in atto, di cui in verità ben poco si è capito, soppianteranno i classici schemi di valutazione. Questa forma di incentivazione dovrebbe colmare, si spera, il vuoto che verosimilmente si verrà a creare nei luoghi deputati al servizio civile quando il servizio non sarà più obbligatorio.
Questa nuova forma di volontariato scardina in qualche modo la connessione unidirezionale tra obiezione di coscienza e servizio civile. Aprendo il servizio civile anche agli inabili al servizio militare e alle cittadine, e ciò indipendentemente dalla obiezione di coscienza, la legge supera la visione riduttiva di un servizio civile antagonista e sostitutivo della manifestazione militarizzata del sacro dovere di difesa della Patria .

Domenico Barboni

Pubblicato su “Vivereoggi” n. 2, marzo 2001

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